STEFANO GIANI

L’OPINIONE DEL MESE – INTERVISTA A STEFANO GIANI

Continua il ciclo di interviste di 10alle5 Quotidiano alle grandi firme della cultura. Questo mese abbiamo intervistato Stefano Giani, giornalista de Il Giornale, docente all'Università degli Studi di Milano e scrittore.

Che cosa ne pensa della politica culturale messa in campo dal comune? Sta producendo effetti positivi?

"Rispetto al periodo che ha preceduto Expo, le iniziative si sono moltiplicate e alcune sono state anche di grande qualità. Occorre proseguire assolutamente su questa strada. Il problema è la dispersione che spesso causa investimenti - non solo economici - su allestimenti di scarso rilievo e prestigio. Senza diminuire la quantità dell'offerta, occorrerebbe essere più selettivi e puntare su ciò che è davvero in grado di aumentare il tasso d'interesse verso mostre, rappresentazioni teatrali, festival cinematografici anche potenziando l'esistente. Oggi può salvarci solo la qualità. E il requisito primario è affidare la responsabilità a persone realmente esperte. In campo cinematografico, ad esempio, tante idee sono affidate a soggetti di discutibile preparazione. Eppure il Comune continua a foraggiare di soldi pubblici le loro iniziative...".

Come e' messo il cinema a Milano? riesce a rispondere alle nuove esigenze del pubblico? 

"A Milano il cinema ha un'offerta massiccia e questo è un vantaggio perché dà al pubblico un ampio ventaglio di scelte. Sfortunatamente sono troppe le grandi catene e troppo pochi i cinema a conduzione familiare, penalizzati e mortificati dalle cosiddette major. Sarebbe importante differenziare l'offerta senza creare sovrapposizioni, ma soprattutto bisognerebbe aiutare i più piccoli a crescere nella loro dimensione specialistica. Purtroppo Milano non è ancora capace di farlo e molte realtà, al di fuori dei grossi circuiti, pur essendo molto meritevoli, faticano a sopravvivere o a proporre novità"

Quali investimenti dovrebbe fare Milano per diventare davvero città del cinema?

"Milano è sulla buona strada per migliorare se stessa, ma conserva enormi lacune in alcuni settori. Uno è lo sport dove mancano strutture a tutti i livelli. Un'altra sono i trasporti extraurbani. Una terza riguarda il suo ruolo nel cinema. Se volesse ambire a diventare una capitale della Settima Arte dovrebbe creare quello che non c'è. Studi cinematografici dove girare in interni ed esterni e dare maggior flessibilità ad eventuali set in città. Tuttavia sembra pura fantascienza e probabilmente lo resterà a lungo. Dal punto di vista delle rassegne, invece sarebbe opportuno scegliere puntando su una manifestazione sola, in un genere che non abbia altri concorrenti".

Qualche consiglio sulle prossime uscite al cinema? 

"L'estate è tempo di stasi e a settembre ci sarà l'alluvione dei film usciti da Venezia che si annunciano in gran parte di alta qualità. Tra le novità concrete in arrivo dopo la ferie si può indicare Lucky per chi ama i film drammatici ma non vuole proibirsi qualche sorriso, Mission impossible - Fallout per chi ama l'avventura, Girl per chi predilige spunti drammatici in relazione all'identità di genere. Le commedie in uscita sono invece di medio livello e per lo più su argomenti logori e ripetitivi".

Lombardia film commission. sta funzionando? Come potrebbe essere migliorata?

"Difficile dire come potrebbe essere migliorata. Le film commission - e la Lombardia non fa eccezione - stanno dando un grande aiuto per favorire le riprese nelle varie regioni di competenza. Il suo ruolo potrebbe crescere e affinarsi se la nostra regione - con la erre minuscola - saprà offrirsi come location appetibile nei confronti delle produzioni. Penso che ci siano ampi margini di crescita in questo senso, perché la Lombardia ha un patrimonio artistico, urbano e naturale così vario che pochi possono vantare".

STEFANO GIANI
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