L’OPINIONE DEL MESE – INTERVISTA AD ALESSANDRO SPADA

Continua il ciclo di interviste di 10alle5 Quotidiano alle grandi firme della cultura. Questo mese abbiamo intervistato Alessandro Spada, Vice Presidente Vicario di Assolombarda Confindustria Milano, Monza e Brianza, Lodi con delega alle Medie Imprese.

Come giudica la politica culturale del Comune di Milano?

Milano può vantare un’offerta culturale ampia, varia e completa grazie ai suoi musei, alle fondazioni, ai tanti archivi storici dell’industria. È una delle città europee che offre di più, basti pensare ai quasi 7 milioni di visitatori registrati nei musei e agli oltre 7,6 milioni di spettatori nei teatri dell’intera Lombardia. Numeri comparabili alle grandi capitali europee come Berlino e Madrid e addirittura, nel caso dei teatri, superiori a Parigi. Milano è, inoltre, sede di molti eventi culturali, penso per esempio alla fiera internazionale dell’editoria “Tempo di libri” ma il concetto di cultura non va considerato solo in senso stretto ma si allarga anche ai settori creativi – moda e design – che costituiscono uno storico punto di forza del territorio. Questa città ha una sua chiara identità culturale, un’anima poliedrica e una vocazione artistica propria, che non solo la rende riconoscibile al mondo ma che contribuisce ad aumentarne l’attrattività internazionale, con importanti ricadute economiche. Anche il Financial Times, in un recente articolo, riconosce a Milano tutte le opportunità culturali e artistiche che la rendono un’ottima città in cui vivere.

Milano è ancora "sulla cresta dell'onda" o rischia di essere soffocata da una certa retorica del successo?

Negli anni Milano ha dato prova di saper fare grandi cose e di sapersi imporre sempre più come città globale, caratterizzata da una forte connettività con il network internazionale. L’area della Grande Milano genera un PIL di ben 151 miliardi di euro, 368 miliardi se consideriamo l’intera regione e la crescente attrattività della nostra area è oggi testimoniata da una serie di indicatori. Qui hanno sede, infatti, circa 4.200 multinazionali, integrate in un sistema di piccole, medie e grandi imprese, con eccellenze in diversi settori: non solo life science, ma anche moda e design, ingegneria e meccanica, agrifood, finanza, ICT e multimedia, energia e rinnovabili. Parliamo di una città che si caratterizza per la sua qualificata “business community”, che le attribuisce il ruolo di capitale economica del Paese oltre ad essere una delle più avanzate in Europa. Va poi sottolineata la capacità delle imprese milanesi di allearsi e fare squadra e l’ottima collaborazione tra pubblico e privato che ha consentito alla città di rinnovarsi e di realizzare grandi progetti. Un esempio su tutti la riqualificazione del quartiere Garibaldi. La sua posizione strategica, infine, rende Milano unica tra le capitali internazionali e la qualità della vita, l’ambiente cosmopolita e l’eccellenza delle sue università sono altri importanti fattori di attrattività. Tutte caratteristiche che, post Brexit, giocheranno un ruolo determinante per intercettare e trasferire sul territorio milanese nuove opportunità di sviluppo.

Quanto “pesa” la cultura in Assolombarda? È abbastanza o va incrementato questo peso? E se sì, come?

Assolombarda dà molta importanza alla cultura e in particolare alla cultura di impresa. Raccontare l’industria italiana vuole dire raccontare il nostro Paese e dare risalto al contributo di creatività, competenza e ingegno che ci contraddistingue. Vuol dire valorizzare l’eccellenza dei prodotti made in Italy che testimoniano l’evoluzione dei costumi e dell’identità italiana. Per tutte queste ragioni abbiamo dedicato al tema un’attenzione specifica, assegnando al Vicepresidente Antonio Calabrò la delega alla cultura e siamo impegnati a realizzare una serie di progetti e iniziative culturali per diffondere la conoscenza di questo straordinario patrimonio. Inoltre, proprio in Assolombarda in collaborazione con Confindustria, è stata fondata Museimpresa, l’Associazione italiana dei musei e degli archivi d’impresa: rete unica a livello europeo che riunisce musei e archivi di grandi, medie e piccole imprese italiane. Negli anni è diventato un network che dialoga costantemente con enti culturali, istituzioni private e pubbliche, tra cui il MIBACT Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, il MIUR Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il MAECI Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Milano è palcoscenico della moda con la fashion week. Anche quest’anno è tornata MILANO XL, dove Assolombarda ha dato il suo contributo. Qual è l’obiettivo della manifestazione e cosa significa per la città?

L’intento di “MILANO XL 2018, MOSTRA – DIMOSTRA” che, dal 12 al 24 settembre, in concomitanza con la Settimana della Moda, animerà le vie e le piazze della città è duplice: esporre prodotti made in Italy di alta qualità e far risaltare la sostenibilità dei metodi, dei criteri e dei sistemi produttivi delle aziende italiane. Attraverso le sei installazioni espositive collocate in alcuni luoghi strategici della città, cinque dedicate ad altrettanti settori merceologici e alle associazioni che li rappresentano e una dedicata al tema della sostenibilità, vogliamo rendere disponibile a tutti la creatività di settori importanti come la gioielleria, l’occhialeria, la cosmetica, la conceria e il tessile. L’intento è quello di catturare l’attenzione di un pubblico trasversale e di sensibilizzare i cittadini sulle problematiche legate alla sostenibilità, affrontate quotidianamente dalle aziende del sistema moda italiano per garantire un prodotto di alta qualità.

L’edizione 2018 di MILANO XL è dedicata alla sostenibilità. Perché si tratta di un tema importante per le imprese?

Il tema della sostenibilità non è solo il fil rouge che caratterizza le sei installazioni di Milano XL ma è un tema che lega ogni singola azienda del sistema moda italiano e più generale dell’intero mondo industriale. È un tema che riguarda tutti, che ci deve vedere impegnati a tutela non solo dell’ambiente ma delle generazioni future: ognuno di noi può e deve ritagliarsi un piccolo grande ruolo per fare una differenza positiva. L’imprenditore, in questo contesto, non è più solo operatore economico ma anche attore sociale della comunità in cui opera. Tante aziende ormai, parlando di responsabilità sociale, presentano annualmente un bilancio ambientale che è diventato uno degli elementi cardine della loro presenza sul territorio. Un rendiconto importante che contribuisce a stimolare l’innovazione delle imprese verso prodotti e processi a basso impatto ambientale per vincere la sfida della sostenibilità.

Domeniche gratuite al Museo, è stato un tema molto dibattuto. Lei cosa ne pensa?

Si tratta di un’iniziativa che certamente allarga il bacino di pubblico dei musei e avvicina anche coloro che non sono visitatori abituali, dando la possibilità – penso soprattutto ai più giovani – di potersi appassionare. Tutto ciò che va nella direzione di accorciare le distanze tra cittadini e cultura è sicuramente apprezzabile. Al tempo stesso, considerato il grande prestigio dei nostri musei e dell’offerta, è importante sottolineare che deve essere una responsabilità di tutti sostenere questa ricchezza riconoscendo a questi luoghi il valore che meritano.

Concludiamo con una domanda su Assolombarda, la più importante territoriale del mondo confindustriale. In un’epoca di disintermediazione in molti campi, come fa un’istituzione ad esprimere ancora un determinante valore aggiunto per le imprese associate?

Il nostro ruolo è quello di rappresentare le imprese, farci portavoce dei loro interessi, essere protagonisti del dibattito pubblico, attori sociali e promotori di cambiamento per una crescita economica sostenibile del Paese. Crediamo nella forza della collaborazione e nell’efficacia del fare sistema. In un momento storico in cui è in atto un processo di disintermediazione, il futuro degli organi di rappresentanza si giocherà su una grande sfida: rispondere tempestivamente ai rapidi cambiamenti dell’economia e della società, stringendo relazioni tra territori diversi, anche non limitrofi, con l’obbiettivo di ricercare soluzioni comuni a questioni comuni.

ALESSANDRO SPADA
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