palazzo ducale di mantova

PALAZZO DUCALE, GESTIONE AI PRIVATI. RICETTA PER INCENTIVARE IL MERITO

Dagli scandali alle pazze idee. Il caso del Palazzo Ducale di Mantova

by Bruce Wayne

Leggendo il caso del Palazzo Ducale di Mantova chiuso per Pasquetta ci é venuta una pazza idea.

Partiamo dal fatto che viviamo un periodo storico davvero strano, il malcontento é dilagante ma ​raramente compensato da un impegno per il migliora​mento ​del​la propria condizione, salvo ​sostenere  nuove proposte(?) poltiche.

​Leggendo le recenti dichiarazioni dei sindacati di Palazzo Ducale traspare un chiaro malcontento dei lavoratori dovuto in particolare alla forte riduzione del personale che il polo museale ha vissuto in questi anni. Ci si dovrebbe quindi immaginare che di conseguenza i lavoratori siano ben disposti a nuove opportunità per il miglioramento economico della propria condizione.

Al presentarsi però dell’occasione per aumentare la propria retribuzione mensile a fronte della volontà del direttore Assmann di tenere aperto per pasquetta (ricordiamo che il salario dei giorni festivi é maggiore di oltre il 50% dei giorni feriali) ecco che stranamente ​solo una minima parte dell’organico é disponibile a cogliere questa opportunitá. Strano. Davvero.

Ecco allora la pazza idea, perché non appaltare ad aziende private la gestione dei musei nei giorni di chiusura? Diamo la possibilitá ai privati di costruire un’offerta per la gestione dei musei statali nei giorni in cui sono chiusi, offerta non solo di pura gestione operativa ma anche e soprattutto di creazione contenuti e di commercializzazione. Ovviamente senza alcun onere per il museo ma prevedendo un ritorno economico, per l’impresa, solo grazie ai biglietti. Pensate a quanto potrebbe essere innovativa l’offerta, si potrebbe vivere lo stesso luogo ma con due offerte e gestioni diverse e poi…vinca il migliore!

Ops. Effettivamente utilizzare termini quali “vincere” e “migliore” in ambiti di Musei pubblici é azzardato, Qualche sindacato o lavoratore non esiterebbe a dire che prima del merito viene il diritto al (posto di) lavoro