Lo scandalo del Castello Sforzesco. Come non usare la cultura per la città

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Il contro modello del Castello Sforzesco per tenere viva la città di sera con i musei

by Bruce Wayne

Siamo abituati a dire che Milano è la più internazionale delle città italiane, che si respira un’aria di capitale europea e tutte queste altre stupende cose. Sicuramente è vero che Milano è avanti anni luce rispetto a quasi tutte le altre città italiane sotto diversi aspetti. Passeggiare però per le vie del centro cittadino dopo le 21.00, soprattutto in inverno, non ti trasmette sicuramente l’idea di essere in una grande città Europea ma forse in un piccolo borgo italiano. Negozi chiusi, musei chiusi, buona parte dei ristoranti chiusi. Strade deserte. Parchi chiusi.

Per trovare un po’ di quella famosa nightlife milanese bisogna forse spingersi verso la zona Ticinese-Navigli dove però il così detto target è abbastanza ristretto, soprattutto under 30. Dove è quindi Milano dalle 21.00 in poi ? Quando la città si svuota dai cosi detti city user, perché i cittadini non si godono la loro città ?

Da diversi anni se ne parla di come far vivere Milano di sera, la maggior parte del dibattito si è incentrato sull’apertura dei negozi come se ancora ci fosse bisogno di andare in negozio per fare shopping e poi soprattutto come se lo shopping sia l’unica ragione per uscire di casa. Noi ci immaginiamo invece che il driver per far vivere Milano di notte possano essere i Musei. Perché oggi la maggior parte dei musei chiudono alle 18 quando mediamente le persone escono dal lavoro? Quando pensiamo che possano andare a visitare questi straordinari luoghi le persone? I casi di successo non mancano, basti pensare all’apertura prolungata di Palazzo Reale il giovedì e il Sabato. Già oggi la cultura, tramite i teatri, permette di tenere un po’ vivo il centro. Però questi luoghi, per loro conformazione, non possono certo attirare le folle ma al massimo qualche centinaio di persone.

Certo che perché i musei siano il driver bisogna che si dia il via ad un lavoro serio, per scrivere questo articolo infatti abbiamo sbirciato l’offerta del Castello Sforzesco immaginandocelo vivo la sera. Ecco che però i suoi musei chiudono alle 17.30 e alle 19.30 i cancelli. Ma soprattutto, pensate alle meravigliose merlate, i camminamenti lungo le mura del Castello, li avete mai visti aperti di sera? Sporadiche iniziative, mal comunicate e mal proposte. Ad andare sul sito internet del Castello sembra di fare un salto indietro nella storia del web, per trovare informazioni sulle merlate di sera, disponibili appunto sporadicamente, bisogna intuire di andare a visitare la sezione “proposte didattiche” e da li si viene democraticamente rimandati sui siti dei concessionari del servizio (sta al visitatore sapere che sono due aziende che in verità lavorano insieme e che da quasi 20 anni gestiscono il servizio) arrivati su questi siti, anche loro con un look and feel primi anni 2000, ecco che propongono BEN 4 date al mese mediamente (!!) per vivere le merlate e i sotterranei del Castello! Le visite di sera? Alle 16 !! Vuoi acquistare? Invece di un rapido processo di pagamento ecco che prima ti devi registrare, poi loggarti e infine pagare. Assistenza? Ma certo! Però dalle 9.00 alle 13.00 nel weekend. La ciliegina sulla torta ? La versione inglese del sito; per i gentili visitatori stranieri non è disponibile un servizio e-commerce ma….bisogna scrivere una email peccato però che gli uffici di questa società (Ad Artem e Opera d’Arte) siano aperti solo in settimana! Magari è una strategia per incentivare il prolungamento del soggiorno.

Qualche d’uno ci ha mai messo la testa? Ma no, stiamo solo parlando del Castello Sforzesco, sia mai che possa attirare l’interesse del pubblico! (attenzione, presente ironia).

Il tema della vivibilità notturna della città crediamo debba diventare uno dei temi principali per il consolidamento di Milano come grande capitale europea, recentemente addirittura Londra si è dotata di un “assessore alla nightlife”. Li ovviamente i temi sono diversi, Londra si sta via via riprendendo da anni molto duri dove sicuramente la paura ha intaccato la vivibilità della città. Milano forse dovrebbe dotarsi di un assessorato similare per puntare invece a iniziare a vivere anche di notte. Ci immaginiamo un assessorato che abbia pieni potere e competenze dalle 21 alle 6 del mattino su deleghe quali Cultura, Turismo, Politiche Sociali, Mobilità, Parchi e Giardini, Commercio. Una sorta di Cenerentola che alle prime luci dell’alba sparisca per rincominciare ad operare al calare della sera.

Spalanchiamo le porte dei musei fino almeno a mezzanotte, questo permetterebbe alle persone di godersi con calma l’enorme offerta culturale della città, incentiverebbe i consumi perché per esempio stimolerebbe le persone a cenare fuori come accade spesso quando si va a teatro, questo magari potrebbe anche essere di auto e stimolo per i ristoranti e le caffetterie interne ai musei che non sempre se la passano molto bene. Si utilizzerebbero maggiormente i mezzi pubblici e i servizi taxi e poi perché no, probabilmente varrebbe la pena ANCHE di tenere aperti i negozi. Questo aiuterebbe l’incremento dell’occupazione in una città che dalle 21.00 in poi vede in giro come lavoratori principalmente bikers di foodora e deliveroo.

La cultura può davvero tenere sveglia Milano e creare nuova occupazione qualificata. Pensiamoci.

 

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